<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version='2.0' xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
<channel>
   <title><![CDATA[Cagliostro]]></title>
   <link>http://cagliostro.iobloggo.com</link>
   <atom:link href="http://cagliostro.iobloggo.com/rss2.php" rel="self" type="application/rss+xml" />
   <description><![CDATA[]]></description>
   <language>it</language>
   <pubDate>Thu, 10 Apr 2008 08:37:12 +0200</pubDate>
   <lastBuildDate>Thu, 10 Apr 2008 08:37:12 +0200</lastBuildDate>
   <ttl>60</ttl>
   <generator>http://www.iobloggo.com/</generator>
   <item>
       <title><![CDATA[Nekromantik 2 di Jorg Buttgereit [1991]]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><a href="http://imdb.com/title/tt0102522/"><img hspace="4" align="left" src="http://www.barrel-entertainment.com/releases/images/nekro2coversmall.jpg" alt="" /></a>Mamma mia. Questo film mi ha sconvolto. Perch&egrave; qui siamo di fronte a qualcosa di malato, morboso, sporco, che ti lascia addosso un senso di sudicia, appiccicosa malattia.<br />Perch&egrave; la protagonista, bella, bionda, quintessenza della pulizia, &egrave; in realt&agrave; attratta da un necrofilo che si &egrave; appena suicidato. Talmente infatuata da decidere di dissotterrarne il cadavere, ormai in avanzato stato di decomposizione, portarlo nel proprio appartamento e tentare di avere un rapporto sessuale con questo. Nonostante l'impegno, non riesce ad andare oltre la fellatio e decide di gettare il corpo, dopo averlo fatto naturalmente a pezzi, conservando in frigo la testa ed il pene.<br />Come incipit non &egrave; male, gi&agrave; di per s&egrave;, ma siamo solo all'inizio di un vortice torbido, di un'ossessione senza limiti, che porter&agrave; ad esiti inenarrabili.<br />Non siamo di fronte al solito splatter. In effetti la definizione non calza proprio per questo film, che non &egrave; nemmeno etichettabile come horror. Piuttosto &egrave; allo stesso tempo luogo e prodotto della fusione di un certo cinema di serie b, seppur una b con la B maiuscola, con il cinema quasi d'autore. Opera silenziosa, quasi muta, se si considerano i pochissimi dialoghi, tra l'altro inutili nella propria sostanza. Sono sufficienti le immagini. Gioca sui contrasti Buttgereit. Tra la gelida asetticit&agrave; della fotografia, la scarnezza degli arredamenti ed i colori caldi, l'odore dolciastro della putrefazione. Tra l'aspetto fanciullesco della protagonista e la sua propensione per la morte. Un viaggio scioccante nel &quot;necro-hard-core&quot;, assolutamente consigliato, ma che ha come prerequisito fondamentale uno stomaco forte. Molto forte.<br />Ho letto critiche al riguardo, dovute principalmente al confronto con il <a href="http://imdb.com/title/tt0093608/">predecessore</a>. Il paragone con gli originali &egrave; sempre duro, pero' questo seguito ha in s&egrave; una forza propria, tale da renderlo una creatura indipendente e sovrana.<br /></div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=99</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=99</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=99&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Mon, 08 May 2006 15:45:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=99"><![CDATA[Nekromantik 2 di Jorg Buttgereit [1991]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Il codice Da Vinci di Dan Brown]]></title>
       <description><![CDATA[<span style="background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(255, 0, 0);">ATTENZIONE! Questa recensione contiene spoiler.</span><br />
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><img hspace="4" align="left" alt="" src="http://www.occhiaperti.net/pix/albi/codice%20da%20vinci.jpg" />Alla fine l&rsquo;ho fatto. Pi&ugrave; che altro per curiosit&agrave; ed in vista dell&rsquo;uscita della trasposizione cinematografica, ho letto il Codice Da Vinci.<br />Mettiamo subito le cose in chiaro. Non si parla di capolavoro, &egrave; un thriller mainstream come tanti altri, ma in seguito alla lettura sono pi&ugrave; vicino a capire l&rsquo;immenso successo che ha riscosso e sta riscuotendo in tutto il mondo. Come afferma il sociologo Introvigne, presidente del Cesnur, il successo del romanzo &egrave; sicuramente dovuto in gran parte alla sua natura che <span style="font-style: italic;">&lt;&lt;..incontra e mette insieme due tipi di mode molto diffuse: quella dei complotti e delle societ&agrave; segrete che dominerebbero il mondo, e quella di un anti-cattolicesimo sempre pi&ugrave; manifesto e virulento.&gt;&gt;</span><br />Insomma, la teoria dei complotti &egrave; davvero molto affascinante anche perch&eacute; il famoso motto sul <a href="http://omega.enstb.org/yannis/cours/isi405/i-want-to-believe.jpg">poster</a> che Fox Moulder<span style="">&nbsp; </span>aveva dietro la scrivania &egrave; un po&rsquo; il desiderio ed il motore di noi tutti. Oltre questo, aggiungo, il libro somma scorrevolezza, molti colpi di scena, <span style=""></span>poco intellettualismo e aspetti didascalici molto &ldquo;americani&rdquo; (e non certo nell&rsquo;accezione pi&ugrave; positiva). Comunque, mi sono divertito, lo ammetto.<br />Quindi come prodotto commerciale &egrave; un capolavoro senza pari, le vendite ne sono la riprova inoppugnabile, ma naturalmente come di consuetudine non &egrave; questo il tema principale che anima le discussioni attorno al Codice da Vinci. Ed &egrave; da qui che muove la mia critica, non verso libro, ma nei confronti sia&nbsp; detrattori che dei sostenitori dello stesso sulla base di accuse o verit&agrave; emergenti, o presunte tali.<br />Banalmente, si tratta di fiction, ed in quanto tale la massima espressione della libert&agrave; della fantasia. Basterebbe questo per mettere a tacere tutte le polemiche.<br />Questo non avviene, ed &egrave; in parte accettabile, nel caso specifico, in quanto vengono toccati temi religiosi particolarmente delicati. Al di l&agrave; di queste premesse, avendo seguito le discussioni che animano sia i forum sulla rete che i salotti televisivi italiani e non, mi viene da pensare che la maggior parte di questi esimi personaggi che dibattono nei salotti televisivi con aria di supponenza, aggiustandosi di continuo il ciuffo di capelli bigi, non abbia letto il libro, forse qualche paginetta, e che, fuori dal campo di propria competenza, debba tacere.<br />Non mi occuper&ograve; dell&rsquo;analisi dei resoconti storici del libro, perch&eacute; le <a href="http://www.cesnur.org/2005/mi_02_03.htm">numerose sciocchezze che vengono dette</a> sono facilmente identificabili, a partire dai famigerati e <span style="text-decoration: underline;">insindacabilmente</span> fasulli <span style="font-weight: bold;">Dossiers Secrets</span>, alla storia dei Templari, al consiglio di Nicea.<br />Mi sembra del tutto immotivata la dicotomia guerreggiante tra sostenitori della teoria del complotto, ed accusatori della chiesa da un lato e difensori del cattolicesimo dall&rsquo;altro. Il libro di Dan Brown &egrave; molto chiaro in proposito. Ma andiamo con ordine. </p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div>  </div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">1) L&rsquo;<span style="font-weight: bold;">Opus Dei</span>, secondo entrambe le posizioni, viene descritta in termini totalmente negativi.<br />Falsissimo. Anzi tutto ci&ograve; che dal libro si evince dell&rsquo;Opus Dei, &egrave; la grande fede che anima le persone che la muovono. Non solo nel fanatismo cieco di Silas, ma anche e soprattutto, nella figura del vescovo Aringarosa. Per mano dell&rsquo;Opera <span style=""></span>vengono compiuti, nel libro, atti criminosi, &egrave; vero, ma questa &egrave; vittima di un inganno senza pari. E&rsquo; una pedina inconsapevole nella partita di un uomo, le cui mire porterebbero anzi al crollo dalle fondamenta del credo cattolico. Se si vuole poi far cenno delle punizioni corporali, non vedo il lato negativo, visto che, qualora fossero vere, sarebbero frutto di libere scelte dei numerari. Un discorso analogo si potrebbe fare, sempre supponendo si tratti di verit&agrave; (e francamente ne dubito), riguardo al ruolo subordinato delle donne all'interno del prelato vaticano.<br /></p>
<div style="text-align: justify;">  </div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&nbsp;2) Altro aspetto importante &egrave; quello che ruota attorno all&rsquo;altra organizzazione. Il <span style="font-weight: bold;">Priorato di Sion</span>. <br />La storia (recente) del priorato ed i documenti inoppugnabili dimostrano l&rsquo;inconsistenza delle teorie descritte nel libro. Ma non &egrave; questa la cosa importante. Di nuovo dal Codice &egrave; palese come il priorato non compaia attivamente nel romanzo. Anzi, i suoi membri non compaiono affatto ( se escludiamo il Gran Maestro Sauni&eacute;re).</p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il libro &egrave; chiarissimo al riguardo. Nessun complotto, nessuna trama, tra chiesa e priorato. Quando i destini delle due organizzazioni si intrecciano &egrave; sempre come burattini, i cui fili sono nelle mani dello storico Leigh Teabing. La chiesa contemporanea non sa del Graal, non lo cerca, non ha ucciso nessuno che si frapponesse tra se e la verit&agrave;. Anche la serie di omicidi imputabili ad Vaticano si rivelano mere ipotesi e farneticazioni non confermate nemmeno dai diretti interessati, i discendenti dei Merovingi (&lt;&lt;Santo cielo, no!&gt;&gt;).<br />Dall&rsquo;altro lato della &ldquo;divisione immaginata&rdquo;, il priorato di Sion, parla per simboli, indovinelli, ed elucubrazioni di terzi. Ma come risulta chiaro dagli ultimi capitoli <span style="font-style: italic;">&lt;&lt;Sono il mistero e la meraviglia a muovere le nostre anime, non il Graal stesso. La bellezza del Graal sta nella sua natura inafferabile&gt;&gt;</span>, ed ancora, <span style="font-style: italic;">&lt;&lt;..per la maggior parte delle persone sospetto che il Graal sia semplicemente un'idea grandiosa, un tesoro splendido e irragiungibile che, in qualche modo, anche nel caos del mondo moderno, ci ispira&gt;&gt;</span>. Dietro i simboli, infine, c&rsquo;&egrave; solo questo. Non poco, comunque, e tra l&rsquo;altro l&rsquo;unico spunto di riflessione valido dell&rsquo;intero libro.<br />Pi&ugrave; avanti il Graal si rivela immateriale inconsistente, come un luogo, fisico, ma in fondo dello spirito, per mantenere viva la scintilla della speranza, della vita.</p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Termino con una domanda che vuol essere una provocazione. Che la crociata dei critici non sia altro che rabbia derivante dalla frustrazione di non poter credere a quanto scritto, perch&eacute; la cultura dei libri, la cultura delle accademie ed infine la conoscenza, li ha privati della capacit&agrave; di trascendere la materia?</p>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=98</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=98</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22161'>Mondi di carta (17 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=98&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Fri, 05 May 2006 14:14:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=98"><![CDATA[Il codice Da Vinci di Dan Brown]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Carmilla di Sheridan Le Fanu]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><img width="150" hspace="4" height="230" align="left" alt="" src="http://www.fantascienza.com/magazine/imgbank/NEWS/carmilla-fanucci.jpg" />La Stiria deve essere una regione fantastica. Con quella caducit&agrave;, quel grigiore e quella pace che sempre accompagna la desolazione &egrave;, almeno dalle descrizioni di Le Fanu, un posto fuori dal tempo, e proprio per questo il setting ideale per questa storia dove il tempo si dilata a tal punto da sfumare in un eterno presente. Guardando ancor piu' da vicino troviamo un castello, uno Schloss, abitato da una famiglia inglese che conduce una vita ritirata e solitaria. C'&egrave; stato uno strano incidente, davanti al cortile, una carrozza si &egrave; rovesciata, una ragazza &egrave; rimasta ferita, ed ora &egrave; ospite del maniero dove viene accudita dalla figlia adolescente del padrone. <br /><br />Carmilla &egrave; un romanzo breve, dove la trama gioca un ruolo tutto sommato secondario, capace di un potere di fascinazione che si nutre di contrasti e connubi, quali adolescenza e decadenza, risate e silenzi, freschezza e putrefazione, purezza e sesso. <br />Carmilla &egrave; al tempo stesso un inno alla vita che non &egrave; pi&ugrave; sopravvivenza ma esperienza, piacere. In questo &egrave; probabilmente ancora pi&ugrave; attuale nell'emergente societ&agrave; dell'experience, del qui ed ora, che finalmente s'&egrave; svincolata dall'ascetismo intramondano che ha animato l'ottocento e parte del novecento, prima nella matrice protestante e poi nella versione positivista. Ma d'altronde Carmilla &egrave; proprio questo. E' la ribellione dei sensi, un manifesto alla volutt&agrave;, alla sensualit&agrave; come mete di una riscoperta graduale della natura sanguigna, ferormonale dell'essere umano.<br />Carmilla incarna il piacere dei sensi, il gusto del proibito. Esplicitamente lesbica, &egrave; minuta, graziosa ma dotata di una potente carica sensuale con la quale soggioga le sue prede.<br />Ma &egrave; proprio la sua femminilit&agrave;, la sua arte raffinata nel porsi, la sua grazia, a far si che questa natura sia inammissibile e consciamente invisibile per quanti la circondano, perch&egrave; ossimorica con le tendenze animali, peccaminose, contro Dio e contro l'uomo stesso. Ricordiamo che siamo a met&agrave; 800, in epoca vittoriana, dove, quando la natura umana non poteva essere inibita veniva letteralmente coperta e negata. Cos&igrave; Carmilla &egrave; libera d'agire, indisturbata, protetta, per assurdo, dai costrutti che ne negherebbero l'esistenza stessa. Ancora, il positivismo e la religione.<br />Non bisogna cadere nell'errore per&ograve; di identificare il vampiro di Le Fanu con un rigurgito blasfemo, piuttosto questo &egrave; un grido di vita, che duri un istante, o che duri in eterno, purch&egrave; viva. E' una ribellione, &egrave; vero, ma una ribellione positiva, per rendersi liberi di piuttosto che liberi da. Questo &egrave; il potere magico del vampiro, cos&igrave; come lo incarna, oltre Carmilla, Il Vampiro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Polidori">John William Polidori</a>, e cos&igrave; come per certi versi ne &egrave; testimonianza Vespertilia nello stupendo racconto Un mistero della campagna romana di Anne Carwford. <br />E' piuttosto con il Dracula di Stoker, successivo rispetto ai tre libri di cui ho parlato qui sopra, che il sillogismo vampiro-anticristo prende vita, fino a diventare quasi l'unica, di sicuro la pi&ugrave; vigorosa, interpretazione oggigiorno della figura del non morto nella letteratura. <br />Carmilla, che solo a pronunciarlo, sprigiona un pensiero languido. Languido, l'aggettivo pi&ugrave; ricorrente nel romanzo e anima del romanzo stesso.<br /></div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=97</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=97</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22161'>Mondi di carta (17 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=97&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Fri, 28 Apr 2006 18:52:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=97"><![CDATA[Carmilla di Sheridan Le Fanu]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Se solo fosse vero di Mark Waters [2006]]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: right;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp;  &nbsp;&nbsp; <a href="http://cinebloggers.splinder.com/1145662253#7837926"><img src="http://cinebloggers.altervista.org/_altervista_ht/banner1.jpg" alt="" /></a><br /> </div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://imdb.com/title/tt0425123/"><img width="150" hspace="4" height="207" align="left" src="http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film/justlikeheaven1.jpg" alt="" /></a>Ho apprezzato molto <a href="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=11">Se solo fosse vero</a>, il romanzo, proprio perch&egrave; era in grado di miscelare in un crogiuolo compositivo virtuoso toni da commedia semiseria e dolciume romantico. Stemperando i toni da dramma rosa, riusciva a commuovere, proprio perch&egrave; le stilettate al cuore arrivavano all'improvviso, non veramente inattese, ma un po' si. <br />Just like heaven invece altera profondamente questi precari equilibri calcando sulla commedia divertita e riducendo spesso le romanticherie ad una serie infinita di sguardi tra il languido ed il vorrei ma non posso.<br />Immagino che non sia tutto da buttare, ed immagino che una direzione del genere fosse prevedibile essendoci Mark Waters dietro la macchina da presa. Eppure io ho stima di questo regista, capace di essere critico, pungente, pur nascondendo, fin troppo bene, cinismo e sfiducia dietro il labello cherry lips e fiumi di biondo troppo biondo per essere vero.<br />Ma anche il training autogeno per ricordarmi che si &egrave; sempre delusi dalle trasposizioni cinematografiche, non riesce a distogliere la mente da una figura amputata che rantola a terra, perch&egrave; quando il tutto &egrave; dato dalla somma delle parti, ora non &egrave; pi&ugrave; la stessa cosa. Manca una parte troppo grande ed importante, mancano quei toni che sanno di soffocamento, alternati agli istanti onirici, al sapore di atmosfere pagane panteiste, e, tutto sommato, mancano quei passaggi che permettono il salto empatico verso i personaggi.<br />Il finale &egrave; un sunto delle ultime righe qui sopra. Mutilazione. Bella e brava &egrave; Reese Whiterspoon.<span style="font-weight: bold;"></span><strong><strong class="title"></strong></strong></div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=96</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=96</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=96&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Mon, 24 Apr 2006 12:51:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=96"><![CDATA[Se solo fosse vero di Mark Waters [2006]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[1 anno di blog!]]></title>
       <description><![CDATA[<br /><span style="font-weight: bold;">Alle 19.41 di oggi Cagliostro festeggia il suo primo anno di vita. Autoauguri!<br /></span>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=92</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=92</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22046'>Varie ed eventuali</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=92&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Thu, 26 Jan 2006 09:53:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=92"><![CDATA[1 anno di blog!]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[patches..]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;">Questo post &egrave; qui per colmare l'assenza dal blog di queste settimane.<br /><br />Quattro film..<br /><br /><span style="font-weight: bold;"><a href="http://imdb.com/title/tt0399146/">A history of violence</a> (2005). </span>Il Cronenberg del nuovo corso, inaugurato con Spider, resta magnifico. Crudo, violento, puro, disturbante, eccitante, malato come da tradizione per il regista canadese, questo &egrave; un film sulla violenza come eruzione spontanea ed incontenibile dell'es quale impulso che lacera l'artefatto sociale e professa con forza la sua ancestrale animalit&agrave;. Difficile da ammettere, ancor pi&ugrave; da giustificare, la violenza pervade ogni aspetto della vita, perch&egrave; &egrave; parte fondante dell'uomo. Tuttavia Cronenberg sembra quasi riconoscere che di fronte alla reiterazione dell'evidenza essa possa essere, infine, almeno accettata nella sua ineluttabilit&agrave;.<br /><br /><span style="font-weight: bold;"><a href="http://imdb.com/title/tt0365748/">Shaun of the dead</a> (2004).</span> Vista un po' per caso, questa commedia-parodia-horror-tuttofare &egrave; davvero irresistibile e soprattutto MAI banale o scontata. Tra zombie ( ma non chiamateli cos&igrave;) virus e pub, Wright ci racconta di un giovanotto non pi&ugrave; tanto giovanotto alle prese con una vita grama, priva di aspettative e terribilmente monotona. Molto bella la colonna sonora e fa troppo primi eighties, o Donkey Konga, prendere a bastonate zombie al ritmo di Don't stop me now&nbsp; dei Queen.<br /><br /><span style="font-weight: bold;"><a href="http://imdb.com/title/tt0363771/">Le Cronache di narnia</a> (2005).</span> Pessimo, pessimo, di pi&ugrave;. Okkey sar&agrave; anche una storia per bambini, ma il fatto &egrave; che io di solito mi diverto con le storie per bambini. Gli effetti speciali fanno schifo. Okkey &egrave; lo stile che &egrave; cos&igrave;. Ma fa schifo lo stesso. Poco o niente da salvare per una pellicola noiosa e brutta come pochi natali ricordano, anche se ha fatto e far&agrave; un bel po' di soldoni al botteghino.<br /><br /><span style="font-weight: bold;"><a href="http://imdb.com/title/tt0120586/">American History X</a> (1998).</span> Il mio unico rimpianto &egrave; quello di aver visto solo oggi questo film, che al momento &egrave; diventato in assoluto il mio preferito. Un film che sembra parlare di nazismo o meglio di neo-nazisti, ma che si rivela un lavoro ben pi&ugrave; profondo sulle radici dell'odio e sulle conseguenze di questo. Da vedere in accoppiata con L'odio di Kassovitz, che per altre vie ed in altre culture analizza lo stesso fenomeno. Affascinante e drammatico.<br /><br />Ed infine..un libro<br /><br /><span style="font-weight: bold;">L'uomo nell'alto castello di P.K. Dick. </span>E se la guerra l'avessero vinta i crucchi ed i loro amichetti giapponesi? Sarebbe stato cos&igrave; diverso il nostro mondo al di l&agrave; dei diversi colori sulle facciate delle case? Questa &egrave; la domanda che &egrave; alla base del romanzo e che si articola in una domanda doppia ed incrociata dal momento che anima la riflessione, dall'altra parte del bivio, dei protagonisti del libro. Interessante l'analisi sull'uomo occidentale o occidentalizzato al di l&agrave; delle ideologie che si sono succedute nel tempo ed interessante l'esercizio storico di intrecciare un futuro altro attorno a personaggi realmente esistiti a partire da eventi da loro realmente vissuti. Considerato uno dei massimi lavori di Dick, il libro &egrave; si molto bello ma a parer mio sopravvalutato. Lo scrittore d&agrave; il meglio di se quando gioca col tempo e si tuffa e si perde, o almeno il lettore si perde, nei meandri della mente umana.<br /><br /><br />Per il format del post si ringrazia l'amico <a href="http://alcinemanonsimangia.splinder.com">alcinemanonsimangia</a>.</div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=91</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=91</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22161'>Mondi di carta (17 post)</category>
   <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=91&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Wed, 25 Jan 2006 18:53:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=91"><![CDATA[patches..]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[La morte malinconica del bambino ostrica ed altre storie...]]></title>
       <description><![CDATA[<img width="142" height="30" border="0" alt="Melonhead" src="http://homepage.tinet.ie/%7Esebulbac/burton/images/melonhead/melonhead_text.gif" />
<p> <img width="145" height="223" border="0" align="left" src="http://homepage.tinet.ie/%7Esebulbac/burton/images/melonhead/melonhead_1.gif" alt="" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /></p>
<p> </p>
<p> There once was a morose melonhead,<br /> who sat there all day<br /> and wished he were dead.</p>
<p> <img width="194" height="216" border="0" align="right" src="http://homepage.tinet.ie/%7Esebulbac/burton/images/melonhead/melonhead_2.gif" alt="" /></p>
<p> </p>
<br />
<p>&nbsp;</p>
<p><br /></p>
<p><br /></p>
<p><br /></p>
<p align="right"> But you should be careful<br />  about the things that you wish.<br /> Because the last thing he heard<br /> was a deafening squish.</p>
<br />
<p align="right">(Tim Burton)<br /></p>
<br />
<p align="right">&nbsp;</p>
<br /><a href="http://homepage.tinet.ie/~sebulbac/burton/home.html">Le poesie di Tim Burton (<span class="lbarrasup">La morte malinconica del bambino ostrica e altre storie)</span></a>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=90</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=90</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22046'>Varie ed eventuali</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=90&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Mon, 26 Dec 2005 23:17:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=90"><![CDATA[La morte malinconica del bambino ostrica ed altre storie...]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[King Kong di Peter Jackson [2005]]]></title>
       <description><![CDATA[<div align="justify">
<div align="right">
<div align="right"><a href="http://cinebloggers.splinder.com/1134848924#6609404"><img src="http://cinebloggers.altervista.org/_altervista_ht/banner1.jpg" alt="" /></a></div>
</div>
<a href="http://imdb.com/title/tt0360717/"><img hspace="4" align="left" alt="" src="http://filmup.leonardo.it/locand/kingkong.jpg" /></a>Siamo in una confusionaria New York d'annata. Un intraprendente regista, Carl Denham, vede bocciate le prime riprese del suo nuovo film ma decide di continuare a girare su una misteriosa isola non segnata sulla mappa. Sebbene la produzione cerchi di fermarlo egli, formati alla meno peggio un cast ed una troupe, salpa alla volta dell'inviolata isola del teschio. L'isola avvolta nella nebbia perenne si rivela molto pi&ugrave; misteriosa di quanto Denham potesse aspettarsi. Mura altissime si levano tra la costa e la foresta. Una popolazione oscura ed aggressiva uccide parte dell'equipaggio e cattura l'attrice protagonista, Ann, per offrirla in dono ad una leggendaria creatura. Un mostruoso primate. Kong.<br />Kong &egrave; gigante, il re spietato del suo mondo, che tuttavia trascorre i tramonti con lo sguardo triste rivolto verso il mare. Signore del suo regno che &egrave; allo stesso tempo la sua prigione. Lo scimmione si innamorer&agrave; di Ann, e la bestia innamorata della bella finir&agrave; per perdere la propria libert&agrave;...<br />Partivo scettico, non tanto per sfiducia nei confronti di Jackson, che stimo immensamente, quanto per King Kong stesso. Ricordavo a malapena l'originale del '33 mentre non sono mai riuscito del tutto ad eliminare dalla memoria quella specie di buffonata datata 1978 piena di italiche colpe. Ma qui assistiamo alla perfezione o quasi.<br />La sceneggiatura &egrave; perfettamente strutturata e si sposa con un nuovo capolavoro della Weta sul fronte degli effetti speciali, mai fini a se stessi e soprattutto utilizzati con creativit&agrave; ed inventiva. Dinosauri, insettoni, e soprattutto lui, Kong, sono qualcosa di incredibile e vederli interagire con gli ambienti e con gli attori in carne ed ossa stupisce anche i pi&ugrave; avvezzi alle prodezze tridimensionali degli ultimi anni. Le lunghe sequenze dei combattimenti contro i T-rex resteranno nella storia, oltre che per l'incredibile veridicit&agrave; di ogni dettaglio anche per l'originalit&agrave; delle situazioni.<br />L'isola ha cambiato i propri connotati rispetto all'originale, in virt&ugrave; dell'immenso potenziale tecnico e di una pi&ugrave; che visibile influenza post tolkeniana. Skull island &egrave; uno stupendo incrocio tra Barad-Dur e Mordor da un lato e la giungla tossica di Nausicaa nella valle del vento dall'altro.<br />Un film che Jackson voleva fare da tempo, in memoria al lungometraggio che gli ha, a suo dire, cambiato la vita, facendogli crescere dentro quella passione virtuosa e viscerale per il cinema; sar&agrave; un caso ma Carl mi ha ricordato lo stesso Jackson, grassoccio, innamorato del cinema e disposto a rischiare, sacrificarsi per il suo amore. Adrien Brody e Jack Black sono semplicemente perfetti, Andy &quot;Gollum&quot; Serkis &egrave; un vero gorilla, cos&igrave; come Naomi Watts pare spuntata direttamente fuori dalla New York degli anni 30. <br />
<div align="justify">Insomma, davvero fantastico, entusiasmante, commovente. Mi devo ricredere di fronte ad una storia che ho sempre ritenuto, in fondo, banale e che ora scopro piena di dolore, di cinismo, di vittorie, di sconfitte, di morte. Gli occhi di Kong dopotutto sono un po' gli occhi disillusi di fronte ad una vita a cui si cerca di dare un significato che forse non c'&egrave;.<br /><br />  </div>
</div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=88</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=88</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=88&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Sat, 17 Dec 2005 13:20:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=88"><![CDATA[King Kong di Peter Jackson [2005]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Harry Potter e il calice di fuoco di Mike Newell [2005]]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div align="justify"><img width="NaN" hspace="4" height="215" align="left" alt="" src="http://filmup.leonardo.it/locand/harrypotter4.jpg" />Quarto anno di studi per Harry e soci, pieno di sorprese. Infatti Hogwarts &egrave; stata scelta per ospitare il mitico torneo Tre maghi, dove i campioni di tre scuole di magia si sfideranno per dare lustro a se stessi e alla loro bandiera. Naturalmente qualcosa deve andare storto per colpa dei soliti meschini servitori di Voldemort...<br /><br />Il quarto film di Potter &egrave; decisamente il migliore. Merito della storia da cui &egrave; tratto o del regista?<br />Sicuramente The Goblet of fire &egrave; il romanzo uscito meglio dalla penna della Rowling. Lo &egrave; sia perch&egrave; pi&ugrave; compiuto, nel senso che tesse assieme le fila sparse nei precedenti tre episodi, perch&egrave; pi&ugrave; adulto, perch&egrave; spinge ancora pi&ugrave; che il prigioniero di Azkaban su atmosfere tendenti al gotico e perch&egrave;, pur essendo la storia lineare, i personaggi sono pi&ugrave; tridimensionali rispetto al passato. Ma naturalmente il rischio di rovinare il tutto con la trasposizione da un medium all'altro c'&egrave; sempre. Basti vedere i primi due film del maghetto inglese. <br />Merito dunque anche al regista per aver riportato probabilmente nella maniera migliore l'opera su grande schermo. C'&egrave; voluto Mike Newell per eliminare parte della struttura sedimentata di questa saga, mi riferisco al solito siparietto iniziale con zii grassoni e cugino unto e viziato. Altro merito sicuramente &egrave; quello di essere sfuggito ad un clich&egrave; del genere fantasy, anche in senso lato, cio&egrave; quello di dedicare pi&ugrave; spazio agli ambienti che ai personaggi. Sono pressoch&egrave; scomparsi i siparietti, fichi quanto si vuole, con quadri animati e scale mobili, anche perch&egrave; ormai tutti conoscono Hogwarts a memoria.<br />Questo naturalmente non significa una diminuzione degli effetti speciali, molto convincenti, che anzi danno corpo a quasi ogni cosa, dal futuristico stadio del mundialito di quidditch, ai draghi, al labirinto finale.<br />L'unico rimpianto per l'atmosfera oscura, di incertezza, che trasuda dal libro mentre qui si affaccia quasi timidamente per poi irrompere con forza solo nel finale. </div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=86</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=86</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=86&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Tue, 13 Dec 2005 16:05:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=86"><![CDATA[Harry Potter e il calice di fuoco di Mike Newell [2005]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Le tre stimmate di Palmer Eldritch di Philip K. Dick]]></title>
       <description><![CDATA[<div align="justify"><br /></div>
<img width="NaN" hspace="4" height="215" align="left" src="http://www.carmillaonline.com/archives/stimmate.jpg" alt="" />L'aspetto parassitario dell'uomo &egrave; innegabile. Egli giunge in un posto, lo consuma, lo piega ai suoi fini, poi &egrave; costretto a spostarsi, ad espandersi a cercare nuovi terreni fertili. L'homo faber di marxiana memoria che si oppone alla natura e la fa propria, la conquista, la doma.<br />Finita la terra, bisogna mirare ai cieli, in senso poco metafisico e molto terreno, terrestre. Marte e gli asteroidi dei grandi pianeti del sistema solare, sono i nuovi avamposti dell'ormai ex pianeta azzurro. I leader delle nazioni unite, tra la lotteria e la deportazione, spediscono schiere di uomini e donne a dissodare deserti marziani, a preparare questi nuovi territori siderali alla colonizzazione di massa. Vivere in questi luoghi &egrave; quanto di pi&ugrave; alienante, in senso pi&ugrave; strettamente hegeliano questa volta, vi possa essere. Abbandonati a se stessi, in tuguri sotterranei, senza svaghi, senza sentirsi pi&ugrave; parte di quella grande umanit&agrave; che contribuiscono a far perseverare, si gettano nel mondo delle nuove droghe. Il Can-D, droga di traslazione, permette se utilizzata assieme ai plastici di Perky Pat di immedesimarsi nelle bamboline che li animano, vedere con i loro occhi, vivere per alcuni istanti in una terra sintetica e reiterativa, pur sempre meglio del niente. Per quanto pubblicamente vietata, essa viene capillarmente diffusa sul suolo marziano grazie alle pesanti ingerenze della multinazionale di Leo Bulero, i cui plastici Perky Pat sarebbero di nessun valore se non coadiuvati dalla can-D. Il mercato pero' viene invaso da una nuova droga, dalla provenienza misteriosa. La Chew-Z, importata da un altro sistema dal privo di scrupoli Palmer Eldritch.<br />Un gran libro, relativamente alla mia esperienza la miglior opera di Dick. Ci&ograve; che ho raccontato qui sopra &egrave; semplicemente il quadro in cui si svilupperanno le vicende. E' difficile identificare il fulcro centrale della riflessione, piuttosto si dovrebbe parlare di diverse sfere intersecanti. Non sarebbe sbagliato incentrare il discorso sulla corruzione dell'uomo e delle strutture del suo vivere sociale, sul desiderio di fuga, oppure sul problema (e sui problemi) di Dio, tema consueto nell'opera dickiana. Credo tuttavia che la chiave di lettura pi&ugrave; interessante sia il problema della realt&agrave;. In effetti il libro &egrave; un viaggio allucinatorio tra diversi piani del reale, tale da rendere impossibile isolare il punto di partenza, impossibile capire se si &egrave; tornati nel &quot;mondo vero&quot; o se si &egrave; persi nel proprio cervello o chiss&agrave; dove. Se tutto &egrave; uguale, se i nostri sensi non sono in grado di notare differenze, come si fa a capire se stiamo vivendo o sognando. Ed in ultima istanza questo pu&ograve; fare davvero la differenza o no? Taoismo? Domande che restano comunque aperte per il lettore. Da leggere, riflettere, vedere eXistenZ di Cronenberg, mixare il tutto e perdersi nell'indeterminatezza. Fantastico.]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=84</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=84</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22161'>Mondi di carta (17 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=84&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Fri, 09 Dec 2005 12:50:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=84"><![CDATA[Le tre stimmate di Palmer Eldritch di Philip K. Dick]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[I fratelli Grimm e l'incantevole strega di Terry Gilliam [2005]]]></title>
       <description><![CDATA[<br /><img width="NaN" hspace="4" height="215" align="left" src="http://filmup.leonardo.it/locand/thebrothersgrimm.jpg" alt="" />E se vi dicessero che gli spunti per le storie dei fratelli Grimm non fossero prese soltanto dalla tradizione popolare mitteleuropea ma anche dalle loro stesse avventure debitamente romanzate di imbroglioni, furfantoni, attoruccoli che per campare sfruttano le paure dei contadini? Io risponderei che sono stati bravi a tirare fuori delle storie cos&igrave; belle e cos&igrave; ciniche da quella mezza schifezza che &egrave; la loro storia. <br />
<div align="justify">Il film di Gilliam parte da questo presupposto. I Grimm prima di diventare affermati scrittori vissero una vita di stenti e di sotterfugi, creando streghe, uomini rana e altre nefandezze per spaventare i poveri agricoltori tedeschi e poi proporsi come acchiappafantasmi ante litteram. La trovata del regista di muoversi attraverso le varie favole dei Grimm per creare una struttura organica &egrave; secondo me estremamente banale, ma ammetto che possa piacere a patto che venga realizzata in maniera degna e non fornita come un'accozzaglia di materiale che fa scadere la pellicola in un citazionismo di bassa lega. <br />Matt Damon, in versione porcellino impomatato, scompare di fronte al &quot;fratello&quot; Ledger e questo &egrave; tutto dire; ed infine come non parlare dell'amata Monica Bellucci, punto dolente di ogni produzione a cui ha preso parte. E qui, miracolo! Non aspettatevi chiss&agrave; cosa ma in quei pochi minuti in cui appare riesce a non rovinare quel poco che di buono c'&egrave;, calandosi in maniera tutto sommato soddisfacente nel ruolo della strega edonista ed incartapecorita. <br />Molto bella invece la fotografia, con un acceso contrasto tra i colori freddi, grigi, scoloriti, quasi fumo di Londra dei villaggi e i toni carichi, caldi, marrone e arancione delle foreste che raggiungono la sublimazione della saturazione nell'abito rosso della megera nella torre. Gli sfondi acquerellati ed i bei costumi, forniscono un setting ideale per una favola, ma tutto finisce qui, e da Gilliam &egrave; lecito aspettarsi ben di pi&ugrave;. Scarso.<br /></div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=83</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=83</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=83&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Fri, 25 Nov 2005 11:59:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=83"><![CDATA[I fratelli Grimm e l'incantevole strega di Terry Gilliam [2005]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Ristorante al termine dell'universo di Douglas Adams]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><br /><img width="NaN" hspace="4" height="215" align="left" src="http://giotto.ibs.it/jackets/z42/8804507942.jpg" alt="" />Dopo aver scoperto la vera origine del pianeta terra, dopo essere riusciti a fuggire agli sbirri galattici sulle loro tracce, Zaphod, Arthur, Ford e tutto il resto della male assortita combriccola di viandanti spaziali si sentono affamati e si dirigono verso il ristorante pi&ugrave; vicino. Tuttavia i problemi non sono ancora finiti ed i burocrati-belligeranti per definizione, i Vogon attaccano la loro nave...<br />Questo l'incipit del seguito di <a href="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=66">Guida galattica per gli autostoppisti</a>. Un seguito riuscito sotto ogni aspetto meglio del predecessore, pi&ugrave; cinico, pi&ugrave; irriverente, molto pi&ugrave; nichilista. Un libro che pone l'accento sulla riflessione, con acume, che come un decespugliatore sradica le certezze, ancora una volta, e di pi&ugrave;, sulla vita, l'universo e tutto quanto. Molti nuovi interrogativi vengono posti, alcuni dei vecchi vengono risolti. <br />Un finale da brivido, un elogio dell'irrazionale, la risposta alla risposta sulla domanda fondamentale, ovvero la domanda stessa, fa sorridere ma &egrave; un sorriso amaro eppure un inno alla vita. Ah, il ristorante pi&ugrave; vicino, ad un certo punto i nostri eroi ci arrivano, &egrave; vicinissimo, nello spazio, ma lontanissimo nel tempo...al termine dell'Universo.<br />Infine, di nuovo, un elogio a Marvin, il robot depresso, una delle pi&ugrave; veritiere rappresentazioni della condizione dell'uomo metropolitano dei nostri tempi.</div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=82</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=82</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22161'>Mondi di carta (17 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=82&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Sun, 20 Nov 2005 12:54:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=82"><![CDATA[Ristorante al termine dell'universo di Douglas Adams]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber [2005]]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><br /><img hspace="4" align="left" alt="" src="http://filmup.leonardo.it/locand/everythingisilluminated.jpg" />Ogni cosa &egrave; illuminata (dalla memoria di ci&ograve; che &egrave; stato) &egrave; un film in bilico tra la commedia e un'invito alla riflessione, sincera, non politicamente impegnata, comico e tragico, delicato come una crema di cacao al pepe rosa, e proprio per questi contrasti a rischio lacrima. <br />Jonathan &egrave; un giovane ebreo americano monomaniaco per la collezione di qualsivoglia cimelio di famiglia. L'ultimo di questi da aggiungere alla stracolma parete &egrave; una vecchia foto che ritrae suo nonno, morto quando lui era bambino, assieme ad una giovane sconosciuta. Cos&igrave; compie un viaggio in Ucraina per ricostruire la storia del parente, e dunque la storia della propria famiglia ed in fin dei conti le sue radici. E' questo un viaggio nella memoria che si muove appena di lato alla grande storia, &egrave; questo un percorso alla ricerca della specificit&agrave;, di una persona, della storia di una persona. <br />Erroneamente, a mio parere, &egrave; stato definito uno dei migliori film sulla Shoah, semplicemente perch&egrave; non &egrave; un film sulla Shoah. Il fatto che questa faccia da sfondo e sia in un certo senso il motore delle vicende non implica che il focus del film sia l&igrave;.<br />Certo lo spettro della guerra e dello sterminio &egrave; incancellabile perch&egrave; esso vaga nei luoghi fisici e nei luoghi psichici, &egrave; l&igrave; per essere ricordato, ma questa &egrave; un'opera sulla memoria in generale,sulla paura di perderla, sulla necessit&agrave; di aiutarla con ogni mezzo a nostra disposizione. Qui il micro ed il macro sono intersecati in maniera indissolubile senza che l'evento singolo venga asfissiato dalla totalit&agrave; della storia. E' anche un film sull'importanza dei simboli. Qualsiasi oggetto ha in s&egrave; no spirito, lo hau direbbero da qualche parte nel mondo, che si plasma attorno ad esso nel tempo, uno spirito che lo lega a chi l'ha posseduto, ai luoghi che ha visto, a chi lo conserva. Una dentiera, un paio d'occhiali, una cavalletta sono dei ponti tra un passato che si nebulizza a gran velocit&agrave; ed il presente. Il sogno di Jonathan sulle sponde del fiume Brod rappresenta esattamente questa radice artificiale da cui l'uomo non pu&ograve; ormai prescindere. Naturalmente pu&ograve; provarci, puo' provare a dimenticare, a rinnegare il passato, e non &egrave; detto che questa battaglia perduta in partenza venga fatta con malvagit&agrave;, per pochezza d'animo. E' sempre e solo il desiderio di sopravvivenza dell'uomo che lo fa agire. Qualcuno crede che per sopravvivere sia necessario ricordare, qualcuno che sia meglio tagliare i ponti. Ma in questo modo ogni cosa non &egrave; pi&ugrave; illuminata.<br /></div>
&nbsp;]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=81</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=81</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=81&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Sat, 19 Nov 2005 12:37:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=81"><![CDATA[Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber [2005]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[La sposa cadavere di Tim Burton e Mike Johnson [2005]]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><img width="NaN" hspace="4" height="215" align="left" src="http://filmup.leonardo.it/locand/lasposacadavere.jpg" alt="" />Come inspirare un sudario, sottovuoto, nel momento in cui come all'uscita dalle finestre tutto diviene grigio, non c'&egrave; via di fuga perch&egrave; non esiste un altrove per la vita, che questo insensibile anestetico posto che chiamiamo qui ed ora. Il tempo dettato ai cuori da enormi cipolloni d'oro che gonfiano i taschini, color fumo di Londra, poco da fare, i nostri visi, pallidi, la luna di cenere. La pioggia di grafite oggi non intacca l'elettricit&agrave; di una citt&agrave; mediorientale, tra lo zenzero e gli incensi ma le scintille vive dei cuori. E' l'atrofia. Siamo morti, solo che continuiamo a vivere, marziali, metodici, prozachiani. <br />Loro tolgono il sudario, sorridono ed i mille colori rimpolpano i cuori, rattrappiti ed insieme pulsanti. Il veleno &egrave; rubino, come la vita, zelante la musica, come sull'isola della scimmia suonano uno swing col pirata, vivono un dostoevskiano sottosuolo, luogo dell'irrazionale, del vero spirito da servire in grossi boccali scheggiati. Scimmiottare la vita o viverla, infine, nella non pi&ugrave; vita? Lui vaga senza meta e senza met&agrave;, perso nella foresta, vieni a me principessa spaventata, loro sono morti ed hanno cominciato a vivere. <br />Di nuovo non ci resta che ringraziare Tim.<br /></div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=79</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=79</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=79&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Sat, 29 Oct 2005 12:44:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=79"><![CDATA[La sposa cadavere di Tim Burton e Mike Johnson [2005]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Zora la vampira dei Manetti Bros. [2000]]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><img width="NaN" hspace="4" height="215" align="left" alt="" src="http://giotto.ibs.it/vjack/z27/8017229009327.jpg" />A fine ottocento Dracula partiva dalla Romania ed arrivava in Inghilterra. Oggi parte sempre dalle foreste della transilvania ma la sua destinazione &egrave; l'Italia. Il bel paese che grazie al satellite riesce a vedere in televisione, tutto luci, lustrini, sculettamenti e ricchezza. Il conte non pu&ograve; resistere a questo ammaliante richiamo e decide di intraprendere un viaggio ricco di analogie con quello raccontato da Stoker 150 anni or sono. Soltanto che il Demeter &egrave; ora una chiatta arrugginita ed il comandante che si lega al timone &egrave; uno scafista albanese.<br />Sbarcato a Taranto quello che gli si para davanti &egrave; un paese completamente diverso da quello che, coadiuvato dalle immagini catodiche, s'era costruito in testa, ed egli, assieme al suo fido servo si trova a vivere in una Roma, piena di contrasti e di povert&agrave;. Qui per&ograve;, come in Stoker, il vampiro, incontrer&agrave; una donna, tale Zora che ha lo stesso nome e le stesse fattezze della sua amata morta secoli prima. S'innamorer&agrave; di lei e, seminando cadaveri e nuovi succhiasangue qua e l&agrave;, decider&agrave; di convolare a nozze. Questa &egrave; la trama, banale e cartacarbone, del film dei Manetti brothers. Un lavoro che ci proietta nell'universo delle subculture della capitale, che a ritmo di hip hop ed a colpi di freestyle, delinea un mondo consumato, contaminato dalla massificazione, regno incontrastato del pulp e della coattaggine; la partecipazione di molti rapper nostrani, da Tormento a G-Max rende questa immersione decisamente piu' facile. Tuttavia la vita di questi personaggi &egrave; decisamente edulcorata rispetto alla realt&agrave;, vengono evidenziati gli aspetti buoni, vengono appena accennati con un sorriso gli aspetti pi&ugrave; crudi. Il degrado urbano, fa da sfondo, alle vicende del conte immigrato, che senza permesso di soggiorno diviene lo Spartacus di tutti gli irregolari, combatte contro la violenza della polizia, l'incomprensione della gente, la sua diversit&agrave;. In questa sua lotta si trover&agrave; a convincere tutti i propri detrattori, o quasi, delle sue buone intenzioni. Insomma, lo scimmiottamento di quello che probabilmente &egrave; uno dei pi&ugrave; bei romanzi romantici di tutti i tempi e della pellicola tratta da esso da Coppola pu&ograve; sembrare una blasfemia. In parte lo &egrave;, si fa fatica, da estimatore del libro, a mandar gi&ugrave; il nuovo Renfield-eroinomane o l'Arthur-rappettaro. Ma tutto sommato il film dei Manetti, non si vuol prendere, esclusi alcuni momenti, troppo sul serio, ed &egrave; questo lo spirito giusto con cui affrontare la pellicola. Sapendo queste due cosine, due orette passano con piacere. Peccato per quella patina di buonismo, soprattutto nella battute conclusive. Un plauso al cammeo di Valerio Mastandrea e a quello di Selen, molto ma molto meglio di Monica Bellucci...</div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=78</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=78</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=78&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Sun, 23 Oct 2005 13:04:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=78"><![CDATA[Zora la vampira dei Manetti Bros. [2000]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Nella sua dimora di R'lyeh Il morto Chtulhu attende sognando..]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><img hspace="4" align="left" src="http://www.shout.net/~bigred/HP_Lovecraft_2.jpg" alt="" />Sar&agrave; un Halloween particolare quello di quest'anno per quanti amano la parte pi&ugrave; oscura e misteriosa del mondo, la provincia, in qualsiasi parte del globo essa si trovi, l'autunno, e soprattutto il pi&ugrave; grande indagatore delle morbosit&agrave;, e dell'impronunciabile. Un pazzo, che forse pazzo non era, e che, comunque, su questa sua visionariet&agrave; ha costruito una cosmogonia ed un mondo color fango destinato ad influenzare parecchio tutto il 900 per quanto riguarda il genere horror e non solo. Sto naturalmente parlando di Howard Philip Lovecraft, ma andiamo con ordine.<br /><br />Nel maggio del 2002, presso una bancarella di Montecatini, un giornalista romano, Roberto Leggio, scopr&igrave; per caso all'interno di un vecchio libro, un manoscritto. Dapprima egli non diede troppo peso alla cosa, poi realizz&ograve; come il nome con cui questo diario era firmato, Grandpa Theo, fosse uno degli pseudonimi che spesso Lovecraft usava nella sua corrispondenza.<br />Sorpreso, Leggio, assieme all'amico documentarista Greco, si rec&ograve; dal pi&ugrave; grande esperto dello scrittore di Providence in Italia, il professor Sebastiano Fusco. Questi, scettico, come ogni buono studioso, ha analizzato minuziosamente il manoscritto, che racconta di un viaggio dagli Stati Uniti fino al Polesine, nel Veneto. La calligrafia &egrave; sicuramente riconducibile a quella dello scrittore americano, ma resta il dubbio generato dal fatto che non si &egrave; a conoscenza di un viaggio in Italia da parte di Lovecraft. Ci&ograve; che pi&ugrave; stupisce &egrave; l'incredibile assonanza di leggende, iconografie e paesaggi, rarefatti e desolati che collegano i racconti del ciclo di Chtulhu alla regione del delta del Po'. Dalla curiosit&agrave; suscitata da queste scoperte Greco e Leggio decidono di girare un documentario, nel 2003, intitolato <span style="font-weight: bold;">H.P.Lovecraft, Ipotesi di un viaggio</span>, riassunto di 26 minuti di un mese di ricerche in situ tra leggende, misteri ed alcune strane reticenze a parlare degli anziani del luogo.<br /><br /><img hspace="4" align="right" src="http://www.actarus.it/speciali/hpl_ipotesidiunviaggio/hpl4.jpg" alt="" />Ora, dopo il documentario, &egrave; in uscita il film, <span style="font-weight: bold;">Road to L </span>( strada per l'inferno oppure strada per Loreo, fate voi) che dovrebbe essere una versione un po' romanzata degli eventi, alcuni molto strani, avvenuti durante le riprese. Una versione estesa del documentario che cercher&agrave; di portare allo scoperto i collegamenti, veri o presunti, tra le leggende degli uomini pesce, diffuse in tutto il Polesine, ed i miti degli antichi (Cthulhu e Dagon in primis), muovendosi nell'indagine, attraverso un parallelismo, pi&ugrave; che presunto tra un borgo della provincia italiana, tale Loreo, e la cittadina americana di Innsmouth (The Shadow over Innsmouth del 1931). Il film &egrave; in uscita il <span style="font-weight: bold;">28 di Ottobre</span>. Speriamo non esca in due o tre sale in tutta Italia..<br /><br />Per un approfondimento vi rimando a <a href="http://www.splattercontainer.com/SPEC_hp_lovecraft_ipotesidiunviaggio.php">Splatter Container</a></div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=76</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=76</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22046'>Varie ed eventuali</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=76&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Sat, 15 Oct 2005 11:40:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=76"><![CDATA[Nella sua dimora di R'lyeh Il morto Chtulhu attende sognando..]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[My Neighbor Totoro di Hayao Miyazaki [1988]]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><img hspace="4" align="left" alt="" src="http://www.ex.org/articles/2002/images/2002.02.19-rev_anime-j-tonari_no_totoro-cover.jpg" />Tanto tempo fa in Giappone, prima degli uomini, vivevano i Totoro, esseri dalle pi&ugrave; varie dimensioni, simpatiche creature di pelo, spiriti della foresta. Ma essi sono sopravvissuti nei boschi che ancora popolano le isole del Sol Levante, o forse le foreste sono sopravvissute perch&egrave; esistono ancora loro, chiss&agrave;. <br />Mei e Satsuki, due bambine, si trasferiscono in una casa di campagna assieme al padre per avvicinarsi all'ospedale in cui la madre &egrave; ricoverata. Qui entrano in contatto con l'anima rurale e pi&ugrave; spirituale del mondo. Incontrano i totoro e stringono con loro un rapporto di rispetto e di amicizia. In quello che, a mio modo di vedere, &egrave; il film di Miyazaki pi&ugrave; &quot;giapponese&quot; e che pi&ugrave; si distacca dai canoni del regista stesso, l'ambientalismo la fa ancora da padrone. Le grandi foreste trasmettono armonia e pace, sono dipinte come un tempio, sacro ed antico. Per Miyazaki, il primo compito dell'uomo non &egrave; quello di preservare la natura ma ancor prima, deve comprendere quanto egli stesso sia parte di essa, deve cogliere la dipendenza reciproca, e solo da questo rapporto non dicotomico pu&ograve; spuntare l'armonia. La visione animista e dialettica &egrave; espressa di continuo lungo i 90 minuti dell'anime. L'esempio principe pu&ograve; essere l'ombrello offerto da Satsuki al Totoro gigante e la spiga di granturco che guarir&agrave; la mamma della bambina. Miyazaki lascia libera la sua potente vena fantastica e cos&igrave; un totoro bianco e traslucente sar&agrave; il bianconiglio di turno che guider&agrave; Mei, come Alice, nel paese delle meraviglie, dove dormono gli spiriti. Un luogo che esiste, ma che solo i bambini, ovvero gli innocenti, sono ancora in grado di percepire. Tra il sogno e la realt&agrave; si snoda una storia semplice, lontana dalle complessit&agrave; narrative della Citt&agrave; Incantata, della principessa Mononoke e del pi&ugrave; recente <a href="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=58">Castello Errante</a>, ma sicuramente il pi&ugrave; magico, il pi&ugrave; positivo ed il pi&ugrave; diretto anime dello studio Ghibli di cui il Totoro &egrave; diventato il simbolo. Un'ultima nota alla stupenda colonna sonora ad opera di Joe Hisaishi. La sigla Tonari no Totoro si insinua in testa e non se ne va pi&ugrave;. In italiano, naturalmente, non c'&egrave;, ma si trova sottotitolato e deve essere visto! </div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=75</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=75</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=75&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Thu, 13 Oct 2005 12:24:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=75"><![CDATA[My Neighbor Totoro di Hayao Miyazaki [1988]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[La foresta dei Pugnali volanti di Zhang Yimou [2004]]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><img hspace="4" align="left" alt="" src="http://www.icine.it/images/schedefilm/laforestadeipugnalivolanti.jpg" />Oggi parliamo di un film di arti marziali, di ammazzamenti funambolici, di amori impossibili. Un classico film wuxia, ovverosia un film di cavalleria-marziale che arriva dritto dritto dall'oriente. Tale &egrave; questo House of the flying daggers firmato dal regista di Hero. Una pericolosa organizzazione segreta, i Pugnali volanti appunto, minacciano il sistema politico dell'impero. Per quanto decapitata di recente essa sembra rigenerarsi e trarre nuova linfa e pericolosit&agrave; dal rinnovamento. Ed &egrave; per questo che due ufficiali dell'esercito imbastiscono una trama di menzogne al fine di raggiungere il nuovo vertice della cospirazione e porre fine agli spiriti ribelli con una sana dose di salti, acrobazie e mazzuolate. Questi furbacchioni verranno a loro volta coinvolti in un'ingarbugliatissima trama di sottogiochi da cui sar&agrave; difficile discerenere le reali posizioni dei partecipanti. Il film si avvale di una fotografia superba ma fintroppo patinata, tra il videoclip e l'estetismo puro. Questo per&ograve; ingenera una plasticosit&agrave; che sicuramente toglie fascino all'atmosfera. Se &egrave;, per&ograve;, il profumo a perdersi ne guadagna almeno lo spasso, vista l'assurdit&agrave; dei combattimenti, davvero troppo esagerati, troppo virtuosi e di nuovo al sapor di plastilina. Ma la cosa di cui ci si rende conto alla fine del film &egrave; l'assoluta pochezza della trama. Il panorama socio-politico fa solo da sfondo, tutto &egrave; incentrato sul chiasmo armi-cavalieri, donne-amori, ma come si noter&agrave;, tutto ci&ograve; che avviene si basa su una carenza assoluta di presupposti, gli intrighi e l'evolversi delle vicende non hanno un perch&egrave;..ma stiamo rischiando di finire sullo spoiler, quindi vedrete e converrete con me. In conclusione, non ci siamo proprio, nemmeno l'incredibile bellezza di Ziyi Zhang, nuova Lucy Westenra di ceramica, riesce a risollevare dalla mediocrit&agrave; questo lavoro.<br /></div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=74</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=74</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=74&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Wed, 12 Oct 2005 11:59:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=74"><![CDATA[La foresta dei Pugnali volanti di Zhang Yimou [2004]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Guida galattica per gli autostoppisti di Garth Jennings [2005]]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><img hspace="4" align="right" alt="" src="http://filmup.leonardo.it/locand/guidagalattica.jpg" />Dopo il libro..il film. Una tradizione ormai talmente consolidata che continuare a parlarne &egrave; del tutto superfluo. Quando &egrave; cominciata a circolare la voce di un film per Guida galattica per gli autostoppisti, con la sceneggiatura scritta da Douglas Adams in persona, ho pensato che ne sarebbe potuto saltar fuori qualcosa di decisamente buono, anche se, in effetti, portare un capolavoro del genere su pellicola poteva essere molto pi&ugrave; difficile del previsto. Ahim&egrave; non mi sbagliavo. <br />Per la storia vi rimando alla <a href="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=66">recensione del libro</a> fatta su questo stesso blog, e passo subito alla critica. Il film &egrave; colorato, fuori di testa, a tratti divertente, ma con diversi punti morti, dei momenti di assoluta noia ed inutilit&agrave;. Senza contare che molte cose, anche importanti, rimangono inspiegate e dubito che chi non abbia gi&agrave; letto il libro possa comprendere proprio tutto. D'altro canto chi invece ha gi&agrave; avuto la fortuna di leggere delle peripezie di Zaphod e soci, si trover&agrave; da una parte a sorridere spesso per una serie di riferimenti appena accennati ( mi viene in mente il capo cantiere parente di Gengis Khan), ma allo stesso modo rester&agrave; deluso per la scomparsa, pressoch&egrave; totale, dell'apparato filosofico-ironico a cui ci si era affezionati. Nel passaggio da carta a grande schermo, naturalmente la storia subisce delle modificazioni, visti i diversi tempi della narrazione, per&ograve; intere parti aggiunte (ribadisco, inutili e noiose), sono davvero troppe, soprattutto se il tempo dedicato ad esse poteva essere riservato ad un finale migliore, non sbrigato in due minuti e senza storia d'amore assolutamente gratuita. Mi &egrave; stato fatto notare come fosse necessario per rimanere negli schemi classici dei film d'avventura, se cos&igrave; possiamo definire Guida galattica, la presenza di un malvagio, altrimenti assente dal libro, ed &egrave; probabilmente per questo che &egrave; stato aggiunta un'intera tappa al viaggio, che vede John Malkovich, nei panni del cattivone di turno. Peccato, perch&egrave; tutto questo, assieme alla caratterizzazione a tratti piatta dei personaggi, ne fa un'occasione colta a met&agrave;, pubblicizzata poco, e lanciata sul mercato nei mesi abitualmente meno proficui per il cinema.</div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=73</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=73</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=73&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Sat, 08 Oct 2005 11:29:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=73"><![CDATA[Guida galattica per gli autostoppisti di Garth Jennings [2005]]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Quella villa accanto al cimitero di Lucio Fulci [1981]]]></title>
       <description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: justify;"><img width="143" hspace="4" height="215" align="left" src="http://www.filmscoop.it/locandine/quellavillaaccantoalcimitero.jpg" alt="" />C'&egrave; una casa a New Whitby, nella provincia americana (terreno fertile per tutti gli horror occidentali che si rispettino), un po' particolare. L&igrave; visse il dottor Freudstein, nome da scienziato pazzo, vita e morte avvolte nella nebbia.<br />Un giovane studioso vi si trasferisce, con l'ancora per poco allegra famigliola, per terminare la ricerca del suo maestro, morto impiccato in strane circostanze. La casa, naturalmente non &egrave; una casa come le altre; scricchiolii, grida e pianti nella notte, una tomba sotto il tappeto del salone e la porta della cantina sbarrata la rendono alquanto movimentata..ora, sciorinati in rapida successione i clich&egrave; ( ma all'epoca &egrave; probabile che non lo fossero del tutto) arriviamo a parlare dell'aspetto claustrofobico, macabro e splatter che fanno del film in questione una pietra miliare dell'horror italico. Nonostante i mezzi tecnici poco meno che buffi per l'epoca della computer grafica, il risultato &egrave; decisamente d'impatto. Anche un pipistrello visibilmente marionetta riesce a far saltare sulla sedia mentre sugge un bel po' di sangue dalla mano del protagonista. Le scene nella cantina sono inquietanti e Fulci sa come usare la macchina da presa su e gi&ugrave; da quelle scale odorose di polvere. <br />Per concludere a fronte di un budget insignificante, di un'epoca dove il computer, al massimo, vedeva girare arkanoid, un bell'horror-splatter, con diversi litri di sangue, teste mozzate e cose ben peggiori. Il film lascia tantissime domande in sospeso, soprattutto nel rapporto tra i personaggi e ci&ograve; assieme al finale criptico, almeno per il sottoscritto, aggiunge il vero tocco di classe.<br />C'era un tempo in cui il cinema italiano sapeva, per lo meno, sfornare film di ogni genere, senza fossilizzarsi sul mieloso andante.<br /></div>]]></description>
       <link>http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=72</link>
       <guid isPermaLink="true">http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=72</guid>
          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=8007&amp;cid=22162'>Buio in sala! (48 post)</category>
       <comments>http://www.iobloggo.com/comments.php?blogid=8007&amp;amp;eid=72&amp;amp;pwd=</comments>
       <pubDate>Tue, 04 Oct 2005 14:28:00 +0200</pubDate>
       <dc:creator>allergic</dc:creator>
       <source url="http://cagliostro.iobloggo.com/archive.php?eid=72"><![CDATA[Quella villa accanto al cimitero di Lucio Fulci [1981]]]></source>
   </item>
</channel>
</rss>